Incontri inaspettati con il Vetro di Murano

A inizio dicembre 2018 ho passato un paio di giorni nella città meneghina nel periodo del Santo Patrono – Sant Ambroeus -. In questa occasione ho visitato parte del “Museo del Castello Sforzesco”: si tratta di un grande museo suddiviso in differenti aree tematiche, delle quali ho visitato:

Il Museo del Castello Sforzesco

All’interno del Museo del Castello ho concentrato la mia attenzione in particolar modo sul “Museo delle Arti Decorative”. L’incontro con i vetri, e in special modo i vetri di Murano, è stato immediato quanto emozionante. Come sempre trovare un po’ di Veneto “in giro per il mondo” suscita in me gioia; se poi questo pezzetto è rappresentato dal vetro di Murano, il gioco è fatto: potrei stare in contemplazione per ore ed ore.

 

La sezione dedicata al vetro offre una panoramica delle lavorazioni vetraie europeo del periodo compreso tra il XVI e XIX secolo e inizio XX:è qui che il vetro di Murano la fa da padrone.

Il mio pezzo preferito

Il mio pezzo preferito è questo calice: sono rimasta talmente incantata che mi sono accorta solo in un secondo momento che la sua coppa non è completa! Ho voluto metterne in evidenza la lavorazione pubblicandone il dettaglio: non  sembrano dei cavallucci marini?  Veramente bellissimi!

 

 

Il vetro è un materiale davvero strano, tanto fragile quanto forte, tanto delicato quanto “immortale”.

Vien detto per il legno:“ essere una materiale vivo”, personalmente voglio considerare il vetro allo stesso modo: per il tipo di lavorazione (la trasformazione della materia), per gli utilizzi nel corso del tempo e della storia, per le emozioni che può far scatenare guardando le sue forme e i suoi colori.

 

Quale percorso offre il museo sulla storia del vetro?

Le tematiche affrontate nella mostra

Ecco un breve riassunto schematizzato:

  • La nascita delle fabbriche dell’isola di Murano: nel 1291, per motivi di sicurezza, tutte le fornaci veneziane vennero trasferite nell’isola di Murano. Infatti la necessità di salvaguardare Venezia dagli incendi trasformò la piccola isola di Murano nel centro di produzione del vetro;
  • Il XV secolo caratterizzato dalla nascita del cristallo di Angelo Barovier;
  • Il XVI secolo e le invenzioni del vetro ghiaccio (vetro screpolato) e dell’incisione;
  • Le produzioni estere del 1600 “à la façon de Venise”: il periodo di per sé non viene ricordato per produzioni particolarmente innovative, ma l’oggettistica straniera prodotta da artisti muranensi espatriati o da artisti locali era caratterizzata dall’enfatizzazione di dettagli barocchi e adattamenti ai gusti del luogo.
  • La crisi del 1700: i cenni alla produzione del vetro in toscana con le prime fornaci. La prevaricazione del vetro europeo di Boemia, Slesia, Germania e Gran Bretagna, i cui vetri “spopolavano” per stili essenziali e strutture solide e la “rinascita” del vetro veneziano con i maestri che eseguirono produzioni più aggiornate e moderne nella composizione e nel taglio;
  • La caduta della Repubblica di Venezia nel 1797 che frenò la produzione, e la nuova rinascita dopo quasi un secolo, nel 1860, con Salviati.

Gli oggetti raccontano

 

La storia del vetro veneziano racconta così un territorio e le persone che lo abitano: i maestri veneziani continuano nella loro attività, nonostante le difficoltà e la concorrenza degli altri paesi, tanto che qualcuno tra loro riesce a “fare innovazione” riconducendo l’arte del vetro esclusivamente o quasi nelle mani del territorio di Murano.

L’arte del vetro continua così la sua evoluzione diventando oggetto di imitazione e di ispirazione per gli artisti al di fuori della pura circoscrizione veneta.

 

Considerazioni sul Museo delle Arti Decorative di Milano.

Ho trovato il Museo delle Arti Decorative di Milano ben strutturato e gli oggetti esposti al meglio.

Oltre al vetro di Venezia puoi trovare tantissimi altri oggetti di materiali differenti (bellissime le collezioni sulla preparazione delle tavole, i piatti e i vasi veramente superbi), e le sale sono molto luminose.

Quando ho pianificato la mia visita ho appreso dal sito dei Musei Civici di Milano che vi era la possibilità di acquistare la Tourist Museum Card con validità di 3 giorni: questo mi ha permesso di vedere più musei della città senza l’angoscia del “ma ce la farò a vedere tutto?”.

Se stai pensando di andare a vedere questi musei ti consiglio di aggiornare le tue informazioni prima di partire verificando il sito ufficiale del Castello oppure sul portale del turismo.

 

 

“GIRO GIRO TONDO”

 

Questo gioco a chiocciola è l’ingresso del Museo del 900 di Milano.

E’ presente anche in altri musei italiani, ad esempio al Museo Nazionale del Cinema di Torino.

La prima volta che vidi un museo con questo concetto è stato al Guggenheim di New York!